LDL#6 del 16/06/2025
Editoriale
“O capitano, mio capitano…” e non c’è da aggiungere nulla al mito del professore più amato e desiderato, creato da Peter Weir nel 1989 per quel piccolo gioiello di recitazione drammatica e visiva proposta nel suo L’Attimo Fuggente. John Keating ha il volto di un insuperabile Robin Williams, in quella caratterizzazione dove la mimica cede il posto alla stessa passionalità dell’attore, per questo osannato e immolato a quegli ideali poetici impastati abilmente dal regista e consacrati dallo stesso attore. John Keating, insegnante di letteratura inglese, arriva nel 1959 alla Welton Academy dove regnano Onore, Disciplina, Tradizione e ne sconvolge l’ordine insegnando ai ragazzi, attraverso la poesia, la forza creativa della libertà e dell’anticonformismo. Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell’individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l’applauso. Un cast corale di giovani attori che possono diventare il simbolo di quella viscerale voglia di assaporare la vita. Quella stessa vita fatta di ingenuità e misticismo, emulazione e irriverenza. Non a caso lo stesso regista ha voluto ricreare quella miscela di autentica immedesimazione, facendo vivere sulla propria pelle le ansie adolescenziali nel tipico clima collegiale a quel gruppo di giovani attori in ascesa, anche se R. S. Leonard e E. Hawke sono gli unici ad avere avuto migliore carriera. Weir confeziona a dovere un film che non è solo un monito al libero arbitrio, ma una verosimile dimostrazione che i principi educativi possono riflettersi in quella prospettica lente di analisi che filtra dal cuore dell’insegnante, nei pregi e nei suoi difetti. Ebbene, tutto per poter rinsavire in quel “barbarico YAWP!” che teniamo dentro di noi, increduli nel dare forza e spirito a quella salutare voglia di vita che non dobbiamo mai dimenticare, soprattutto per un Carpe Diem che vogliamo gridare dal profondo del nostro cuore.
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L'ATTIMO FUGGENTE FONT
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